Atti della giornata

Saluti iniziali

Monica Grossi, Direttrice Archivio di Stato di Torino
Matteo D'Ambrosio, Polo del '900

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Apertura lavori

I fascicoli digitali di persona nella Pubblica Amministrazione

Maria Guercio, Università La Sapienza – Roma

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Il fascicolo sanitario elettronico e il ruolo dell’archivista

Diego Conforti, Provincia di Trento – Dipartimento Salute e Solidarietà sociale

Diego Conforti,direttore dell’Ufficio Innovazione e ricerca del Dipartimento Salute e Solidarietà Sociale dell’Assessorato alla Salute e Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento, ha illustrato il percorso compiuto dalla Provincia Autonoma di Trento per la creazione dell’ecosistema TreC. Cartella clinica del cittadino. Il Centro di competenza Trentino Salute 4.0 (Provincia di Trento, APSS, Fondazione Bruno Kessler) ha raccolto competenze diverse (da esperti in materia sanitaria a sociologi, ma senza la presenza di archivisti) e ha avuto il compito di studiare il percorso di sviluppo dal fascicolo sanitario cartaceo al fascicolo sanitario elettronico, in particolar modo i modelli di archiviazione del fascicolo sanitario cartaceo da migrare in ambiente digitale. Conforti ha infine descritto l’integrazione nel TreC del fascicolo sanitario elettronico con altre funzionalità e servizi sanitari erogati al cittadino. 

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Il fascicolo sanitario elettronico e il ruolo dell’archivista

Anna Guastalla, Apss Trento

Partendo da una panoramica sulla conservazione delle cartelle cliniche e delle ricette mediche cartacee e sulla necessità di revisione a livello nazionale dei criteri di selezione e scarto, l’intervento si è poi sviluppato sul ruolo dell’archivista nell’elaborazione del fascicolo sanitario elettronico. Guastalla ha sottolineato che nel DPCM 29 settembre 2015, n. 178 “Regolamento in materia di fascicolo sanitario elettronico” la figura dell’archivista è assente così come appena sfiorati i problemi connessi all’archivio e all’archiviazione; questo ha comportato un’inevitabile esclusione dell’archivista anche dal gruppo di lavoro trentino per il TreC. L’intervento si è concluso con la proposta di rendere il più possibile obbligatoria la presenta di rappresentanti della professione archivistica in tavoli di lavoro interregionali per parlare di conservazione, sicurezza e privacy.

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L’esperienza di Ausl Valle d’Aosta: dalla conservazione dei documenti e dei fascicoli sanitari elettronici dei cittadini alla loro distribuzione interna (Dossier sanitario) ed esterna (Fascicolo sanitario elettronico)

Cristiana Malandrone, Ausl Valle d’Aosta

L’Ausl Valle d’Aosta ha visto da subito l’archivista coinvolta nell’elaborazione del sistema informativo ospedaliero aziendale con un forte ruolo di mediazione delle esigenze nella gestione dei documenti nella fase corrente. L’intervento ha dato conto dei 3 elementi fondamentali che costituiscono il sistema ospedaliero: sistemi producer (applicativi verticali dipartimentali o di reparto che producono i documenti clinici digitali); sistemi preserver (l’ambiente di conservazione); sistemi consumer (dossier e fascicolo sanitario elettronico). Si è data anche una panoramica dei principali problemi aperti nella sanità digitale: tipologie documenti clinici elettronici, metadati, fascicoli sanitari elettronici e ibridi, rapporto tra fascicolo sanitario elettronico e dossier sanitario, gestione dei diritti degli assistiti.

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I Linked Open Data. Un aggiornamento

Chiara Veninata, ICCD

Veninata ha aperto il suo intervento fornendo una definizione di LOD incentrata sulle tre parole che la compongono e sottolineando l’importanza della loro disponibilità e del loro rilascio nell’ottica dell’interoperabilità semantica nel web. Dal 2007 al 2017 la presenza nel web dei LOD è cresciuta in modo esponenziale, in particolare modo nel campo delle Life Science (scienze mediche e affini) che oggi costituiscono un terzo dei LOD. La seconda parte dell’intervento si è focalizzata sulle ontologie usate nel dominio dei beni culturali e in particolare in quello della descrizione archivistica, con uno sguardo ai LOD in ambito “archivistico” (SAN, reload, CDEC dati, DATI.ACS, etc.).

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Archivi di persona (con o senza biblioteca). Una panoramica

Francesca Ghersetti, Fondazione Benetton Studi Ricerche

Ghersetti ha analizzato le specificità degli archivi di persona e del loro trattamento, partendo da alcuni dei fondi conservati presso la Fondazione Benetton Studi e ricerche: Pietro Porcinai, Carlo Scarpa, Fernanada Pivano, Fernando Coletti, Lino Bianchi Barriviera, Lionello Puppi. Gli archivi si caratterizzano per la notevole varietà di materiali e supporti e non di rado per la necessità di far dialogare fondi e raccolte librarie.

 

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Il personal digital archiving. Linee di sviluppo e casi di studio

Stefano Allegrezza, Università degli Studi di Udine – Master FGCAD

Allegrezza ha riflettuto sull’evoluzione degli archivi di persona nella transizione da analogico a digitale, prendendo in considerazione le nuove forme documentali sviluppatesi negli ultimi anni: siti web personali, blog, profili social. Sono poi valutati gli elementi di criticità relativi a gestione, selezione, riservatezza, e analizzati alcuni casi di studio (archivi Vannucci, Martini, Knowles).

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Il progetto Arca memorie: prime esperienze concrete in Italia

Maurizio Lunghi, Arca memorie

Lunghi ha illustrato il progetto Arca Memorie, un’associazione senza fini di lucro per la conservazione delle memorie digitali personali. L’iniziativa si propone di sviluppare, per i propri iscritti, un servizio di conservazione garantita a lungo termine, che attualmente è in fase di sperimentazione. In parallelo sono previste attività di sensibilizzazione e formazione dei cittadini sui temi della gestione e conservazione digitali.

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eMemory: un luogo sicuro per custodire e valorizzare i ricordi della tua vita

Federico Bottino, eMemory

Bottino ha presentato l’attività di eMemory, un servizio commerciale per la conservazione sicura ed etica dei propri archivi di gitali. Il sistema prevede, tra le altre funzioni, la possibilità di applicare ai contenuti vari livelli di riservatezza e di caratterizzarli attraverso tag. È prevista anche la possibilià della cancellazione post mortem o della trasmissione ad eredi.

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Passioni a lungo termine. L’archiviabilità dei siti web personali e dei blog

Lorenzana Bracciotti, Anai Piemonte e Valle d’Aosta

La conservazione del web parte dalla progettazione di siti ben archiviabili. Bracciotti ha illustrato i principali elementi per valutare e migliorare l’archiviabilità di un sito, per mezzo del metodo CLEAR+, del tool online archiveready.com e delle principali linee guida pubblicate dalle iniziative di conservazione. In chiusura sono state considerate le specificità dei blog e della loro comunità di produttori, come analizzate nel progetto europeo BlogForever.

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