Atti della giornata

Apertura lavori

Massimo Coda, Direzione Aree istituzionali Compagnia di San Paolo

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Considerazioni introduttive

Maria Guercio, Università La Sapienza – Roma

L’intervento propone una panoramica introduttiva dei temi relativi alle infrastrutture di conservazione: sostenibilità economica, capacità organizzativa, valutazione di qualità. Si rileva la peculiarità del modello italiano: prevedendo una conservazione molto precoce, esso invia in conservazione documenti ancora attivi e risulta poco sostenibile. Sono quindi richiamati i principali standard di riferimento: ISO14721(OAIS) l’individuazione del modello concettuale e dei componenti e ISO 16363 e ISO 16919 per la valutazione della qualità e adeguatezza dei sistemi. In chiusura si ricorda l’importanza cruciale del passaggio di consegne dei contenuti conservati a custodi terzi.

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Aspetti economici e organizzativi della gestione del digitale: cosa significa sostenibilità, quali passi compiere

Marco Mezzalama, Politecnico di Torino

Partendo dal concetto di digital transformation (il processo attraverso il quale un ente si adatta al cambiamento radicale mediante le tecnologie e le competenze digitali per innovare modelli di business, prodotti e servizi e migliorando l’efficienza operativa), Marco Mezzalama ha scorre i punti generali che devono essere tenuti presenti per la valutazione della sostenibilità della gestione del digitale: riduzione delle filiere, riduzione dei tempi, riduzione dei ruoli, aumento dei dati (big data). A chiusura dell’intervento viene illustrato il caso reale della comparazione dei costi nella produzione e archiviazione dei verbali di esame nel passaggio dal cartaceo al digitale.

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Le infrastrutture per la conservazione digitale: come sono fatte, quali costi comportano, alcuni esempi

Stefano Allegrezza, Università di Udine

Nel suo intervento Allegrezza esamina le infrastrutture tecniche necessarie per la conservazione digitale illustrandone il funzionamento e i costi per la gestione e il mantenimento. Il principio base è quello della ridondanza, cioè la duplicazione dell’archivio (ed eventualmente dei servizi) su più sistemi di storage (sito primario, back up online, disaster recovery). Sono quindi illustrati i sistemi di backup e restore (locali, remoti, on-line, near-line, off-line, completi, incrementali, differenziali, sincroni, asincroni), i sistemi RAID (Redundant Array of Independent Disks), le architetture dei sistemi di storage (DAS, NAS, SAN) e le copie di sicurezza. In conclusione si sottolinea che l’infrastruttura tecnologica necessaria per assicurare la corretta conservazione della memoria digitale è estremamente complessa e sofisticata e che richiede competenze professionali qualificate: non sempre è alla portata di una singola amministrazione o azienda ma è necessario il supporto di enti dedicati.

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Archivio storico della Compagnia di San Paolo: alcune considerazioni preliminari alla luce dello standard ISO 16363

Daniele Mazzocchi, Luca Leschiutta, Fondazione 1563

I due relatori illustrano le considerazioni preliminari emerse dall’analisi del progetto D.A.C. – D.igital A.rchives and C.ollections misurato con lo standard ISO 16363 (Audit and certification of trustworthy digital repositories). Il progetto della Fondazione 1563 si propone il riversamento di tutti gli inventari e i repertori relativi al patrimonio archivistico della Fondazione in una sola struttura, gestita dal software open source CollectiveAccess. Utilizzando il Self Assessment Template for ISO 16363, sono state analizzate le aree relative a: Aspetti organizzativi; Come trattare gli oggetti digitali; Aspetti di valutazione del rischio (ad es. infrastruttura tecnica, sicurezza). L’analisi ha anche comportato una stima economica del progetto di conservazione digitale.

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Un adeguato investimento per tutelare il patrimonio documentario

Umberto Ferri, Matteo Savoldi, Medas srl

L’intervento propone di definire la sostenibilità innanzitutto in termini di tutela del patrimonio documentale, concentrando l’attenzione sul soggetto produttore oltre che sul conservatore.
È fondamentale acquisire la capacità di governare i processi e i cambiamenti nel loro insieme, valutando alcuni punti cruciali, come l’integrazione reciproca tra gli applicativi verticali e con il sistema di conservazione, la metadatazione, le aggregazione documentali, l’usabilità. Il costo, se considerato come possibilità di acquisire cultura, si trasforma così in investimento.

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”L’insostenibile leggerezza del digitale”? Uno sguardo, dalla prospettiva del ParER, sulle diseconomie della via italiana alla conservazione a lungo termine

Alessandro Alfier, ParER

Alfier esamina alcune criticità della prassi e del modello conservativo italiano e proposto prospettive di lavoro. Il modello destina alla conservazione documentazione ancora attiva, con conseguenti ridondanze, aggravi di costo e rischi di disallineamento. L’accesso risulta così difficoltoso e le risorse conservate sono fortemente sottoutilizzate). La definizione di “documento digitale” è in costante evoluzione, determinata dalla comunità di utenti. È necessario, in conclusione, andare oltre il modello funzionale tradizionale di conservazione e considerare la sostenibilità della conservazione digitale anche come una variabile della legittimità sociale.

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Sostenibilità economica nelle soluzioni tecnologiche per la Digital Curation: le proposte dalle community internazionali

Emilia Groppo, 4Science

L’intervento considera la conservazione dei documenti digitali prodotti nel contesto della ricerca scientifica e del cultural heritage. Ripercorrendo l’attività di 4Science e di alcuni dei progetti realizzati, si focalizza sulla necessità di elaborare un framework delle risorse , sostenibile, che copra l’insieme dei costi (del personale, tecnologici, operativi, ecc.), per sostenere le infrastrutture organizzative e tecnologiche.

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Presentazione del caso di studio del Comune di Torino

Stefano Benedetto, Comune di Torino

L’intervento parte dall’analisi delle le complessità emerse nell’esperienza torinese: le previsioni ottimistiche del legislatore e le numerose criticità realizzative effettivamente emerse, la contrazione della spesa pubblica destinata all’IT per la pubblica amministrazione, la diminuzione in numero e l’aumento dell’età anagrafica del personale che deve confrontarsi con l’innovazione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la sostenibilità non va considerata in termini meramente economicisti (benefici attesi, risparmi, investimenti), ma dal punto di vista della sostenibilità culturale. L’intervento all’interno del comune di Torino ha effettivamente prodotto cultura nell’ambito della gestione documentale, che ha dialogato positivamente con gli aspetti amministrativi e tecnologici e, in ultima analisi, ha migliorato il rapporto di fiducia e trasparenza tra cittadini e pubblica amministrazione.

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